Santa Maria Assunta (Santuario Parrocchia)

Descrizione

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La storia del Santuario di RANCATE 

Il prezioso Santuario della Madonna dei Miracoli fu realizzato a sostituzione di una precedente cappella eretta, nello stesso luogo, sulla sponda del Lambro, a ricordo di un’apparizione della Madonna nel 1507 a due bambini in pericolo: uno di questi bambini, sordomuto, acquistò la parola per poter raccontare agli altri la Celeste Apparizione. Questa piccola cappella campestre si era dimostrata ben presto insufficiente a soddisfare i bisogni spirituali dei sempre più numerosi fedeli e la necessità di costruire un luogo di culto più adatto portò, nel 1571, a chiedere alla Curia milanese l’autorizzazione a raccogliere offerte per l’ampliamento della chiesa. L’opera venne conclusa nel 1599, secondo quanto testimonia l’incisione su una pietra posta nella torre campanaria. Il santuario fu proclamato parrocchia il 17 Settembre 1606 dal Cardinale Federico Borromeo, Arcivescovo della Diocesi milanese, e conferito per la prima volta a don Giuseppe Villana, primo parroco, che ne tenne la reggenza fino al 1622. Dall’Archivio parrocchiale risulta che fu aggregata alla Pieve di Agliate Brianza, e che fu sempre officiata da due sacerdoti.

Le opere

L’interno dell’edificio si presenta a croce latina, con tre navate, e racchiude un ragguardevole complesso di pitture, che le hanno attribuito la fama di “Chiesa Museo”.
Al suo interno si trovano diversi gioielli artistici fra cui sicuramente merita una menzione speciale la pala d’altare che raffigura la Madonna e a cui si attribuisce un evento miracoloso; di autore ignoto ma con notevoli capacità artistiche, l’affresco nel 1954 è stato di nuovo strappato e trasportato su tela; il restauro e la ripulitura hanno permesso di riscoprire l’opera originale che rappresenta la Vergine in trono che regge con la destra il Figlio Benedicente e con la sinistra una rosa campestre.
Molto interessanti sono gli episodi biblici affrescati da un giovane Andrea Appiani (1754-1817) nel 1785 sulla volta della navata centrale nel periodo in cui fu ospite del conte Davenne, proprietario di una villa in Rancate ed eseguiti quattro anni prima di quelli che si possono ammirare all’interno Rotonda della Villa Reale di Monza che propongono la “Storia di Psiche”.
L’Appiani vi ha affrescato tre grandi ovali che ci presentano un “Giacobbe che incontra le sorelle Rachele e Lia”, “Giuditta che mostra agli israeliti la testa decapitata di Oloferne” e “Assuero che dichiara di sposare Ester”.
Di particolare pregio sono anche le tele di Bartolomeo Roverio (detto il Novesino o Genovesino): in particolare citiamo l’affresco dell’abside con Profeti ed Angeli musicanti e quello della volta del presbiterio raffigurante la Vergine Assunta in cielo circondata da Cherubini.
Gli affreschi di Appiani sono decorati da pregevoli stucchi del ticinese Giocondo Albertolli (1742 -1830), professore presso l’Istituto d’arte a Brera che, con l’Appiani, collaborò alla decorazione della Villa Reale di Monza e di altre residenze nobiliari.
Altrettanto interessanti sono le opere di Giulio (o Camillo) Campi pittori cremonesi: le loro tele tardo-cinquecentesche di vaste dimensioni e di notevole bellezza adornano il presbiterio e il coro, e rappresentano i Cinque Misteri Gaudiosi. Le due tele del presbiterio, quelle di maggior ampiezza, raffigurano la Natività e la Presentazione di Gesù al tempio, mentre quelle del coro, poste tra una finestra e l’altra, rappresentano la Visitazione, l’Annunciazione e la Disputa di Gesù coi dottori.
Sugli altari minori si trovano altre due tele; su quello di sinistra è rappresentata l’Iniziazione della Vergine di Antonietta Bisi, mentre sull’altare di destra si conserva una tela secentesca con la Vergine e Santi.
E’ purtroppo scomparso un affresco che l’Appiani aveva dipinto sulla facciata, raffigurante l’Assunta.

L’organo

Collocato sopra l’ingresso centrale del Santuario, lo storico organo è oggi perfettamente funzionante.
Costruito nell’800, a seguito di un notevole deterioramento nel secolo scorso è stato riportato agli antichi splendori grazie ad un importante progetto di restauro, avviato dall’iniziativa dei parrocchiani nel 2006 e conclusosi l’anno successivo.

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