Santa Maria Assunta

Descrizione

Descrizione

La data di fondazione del Monastero di S. Maria Assunta dei Padri Celestini in Magenta non è riportata in alcun documento archivi­stico. Tradizionalmente la fondazione viene fatta risalire alla seconda metà del XIV seco­lo e due sono le notizie che lo fanno suppor­re: nel 1398 il Monastero è riportato tra “le domus della Pieve di Corbetta come Ecclesia Sanctae Mariae Celesti norum de Mazenta” e, sempre nel 1398, la Chiesetta di S. Maria dei Celestini viene stimata in Lire 20 e Soldi 17. La costruzione del campanile, ancora oggi in buono stato di conservazione e manutenzio­ne, è fatta risalire, alla fine del secolo XV.

La Chiesa di S. Maria Assunta, che risulta la seconda della città per ampiezza, dopo la Ba­silica di San Martino, è ad un’unica navata, costituita da cinque campate coperte da vol­te a crociera; la copertura a volta originaria non era però in cotto, bensì composta di can­ne, sostenute dall’intelaiatura portante del tetto, costituita a sua volta da capriate li­gnee. Su entrambi i lati longitudinali si trova­no sette cappelle con altari dedicati e due cappelle senza altari dove sono stati colloca­ti a destra l’organo ed a sinistra un pulpito di legno lavorato; queste cappelle hanno un’al­tezza inferiore rispetto alla nave della Chiesa e sono coperte con una volta a botte. Una balaustra immette nel presbiterio. Le parti architettoniche della Chiesa furono man mano restaurate in diverse occasioni. Attual­mente l’unica volta a crociera originaria è quella della copertura della sacrestia nuova, sul lato sinistro del coro. La volta dell’unica navata, crollata in parte nel 1937, è stata rifatta negli anni 1939-40 la nuova copertura, a botte, con unghie in prossimità delle finestrelle che si affacciano sopra il tetto delle cappelle, è stata eseguita in laterizio armato. Pure di questo periodo è la nuova copertura, realizzata in legno e te­gole. La sistemazione esterna della facciata è del 1938.

Del 1939 risulta essere anche l’ac­quisto del coro “in legno di noce massiccio” e l’ultimazione della pavimentazione interna in “marmette a mosaico” Tra le pregevoli opere conservate in questo sacro edificio si segnala: nella prima cappella a destra: “Il trionfo dell’Eucaristia”- una tela del XVII secolo; nella seconda cappella a destra: “L’adorazione dei Magi” di ignoto pittore; nella terza cap­pella a sinistra le opere più prestigiose dal punto di vista arti­stico, due tavole del 1501 “Cri­sto alla colonna” ed un “Ecce Homo” di Ambrogio da Fossano detto il Borgognone, Le tavole sono inserite nel polittico cin­quecentesco attribuito a Ber­nardo Zenale. I pannelli laterali del Bergognone sono stati collocati nel-ancona in un momento suc­cessivo, probabilmente nella seconda metà dell’ottocento, in sostituzione di parti del po­littico dello Zenale perché di­strutte o fortemente degrada­te. La lunetta sovrastante raf­figura il Padre Eterno ed è de­rivata da una tavola tonda cui in un precedente intervento è stata asportata la parte infe­riore che probabilmente rappresentava la colomba dello Spi­rito Santo. Gli sfondi delle scene della predella, in origine in foglia d’oro che, con la punzonatura del fondo creava un sug­gestivo gioco di luci e ombre, è stato dipinto con azzurrite in un inter­vento ottocentesco. Il restauro del polittico, che ha portato alla sco­perta di queste pregevo­lissime opere, è stato re­so possibile grazie al Rotary Club Magenta ed è stato eseguito dal prof. Carmelo Lo Sardo.

Affreschi dell’Altare e della Cappella dei Celestini

I due grandi affreschi che decorano le pareti laterali dell’abside, raffigura­no rispettivamente: a destra dell’altare, la premonizione in sogno della Madonna a Celestino per la costruzione della Basilica di S. Maria di Collemaggio nella città del­l’Aquila, a sinistra l’apparizione della Madon­na che dà al santo disposizioni sugli elemen­ti architettonici della Basilica a Lei dedicata. Questi due affreschi, unitamente a quelli che decorano interamente la cappella dei Celesti­ni, anche se rimaneggiati lungo il corso dei secoli, sono originali del Seicento.

La cappella dei Padri Celestini, la terza a sini­stra per chi entra, è interamente decorata ad affresco con un finto altare dipinto sulla pa­rete di fondo che contiene una pala d’altare dipinta ad olio su tela, raffigurante la Ma­donna con Bambino e i Santi: Celestino a de­stra della Madonna, San Carlo e San Placido a sinistra. In secondo piano San Benedetto e Santa Scolastica. In basso, una donna che assiste un appestato e si rivolge a S. Carlo. Sulle pareti laterali due ovali monocromi chiaroscurali raffigurano storie di Celestino e San Benedetto con San­ta Scolastica. In alto nella volta è raffigurato lo stemma dei Celestini che presenta una “S” dello Spirito Santo intrecciato alla Croce. Questo monogramma è l’unico presente in tutte le cappelle. Fortunatamente, data la sua riconosciuta importanza, nonostante i re­stauri delle volte, esso è stato mantenuto.

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    VIA MAZZINI 20013 MAGENTA MI
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    Lombardia
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    MAGENTA

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