Santa Maria dei Martiri (Basilica Santuario)

Descrizione

Descrizione
Il santuario della Madonna dei Martiri è un complesso architettonico religioso di Fonni, in Sardegna. Situato in una vasta piazza circondata da cumbessias, è costituito dal convento dei frati minori Osservanti, dalla chiesa della Santissima Trinità con l’annessa basilica e un santuario sotterraneo, e dall’oratorio di San Michele arcangelo. Il Santuario, oltre a essere meta devozionale, specialmente in occasione delle feste annuali dedicate alla Vergine dei Martiri, è sede parrocchiale.

Storia

L’area dove sorge l’attuale complesso, situata nel rione Logotza, fu donata ai francescani dal fonnese don Stefano Melis. Padre Giorgio d’Acillara ne prese possesso il 16 aprile 1610 e intorno al 1633 si conclusero i lavori di costruzione del convento e della chiesa, intitolata alla Santissima Trinità. Nel 1702, per volontà del padre guardiano Pacifico Guiso Pirella, furono avviati i lavori di costruzione della basilica, dedicata a Sancta Maria ad Martyres, e del santuario sottostante, intitolato ai santi Efisio e Gregorio Magno, considerati gli evangelizzatori della Barbagia (mentre in realtà si interessò dei popoli barbaricini soltanto papa Gregorio I). Vi operarono maestranze lombarde, tra cui il capomastro Giuseppe Quallio e lo stuccatore Giovanni Battista Corbellini, mentre la decorazione pittorica di gusto vernacolare è opera di Pietro Antonio e Gregorio Are, artisti locali. Entro il 1759 fu completato l’oratorio di San Michele, a pianta centrale, ispirato a modelli lombardi e decorato da Gregorio Are. Dopo l’unità d’Italia, in seguito alle leggi eversive il convento ospitò la caserma, la pretura e il municipio, per essere riconsegnato ai frati nel1960.

Descrizione

La chiesa della Santissima Trinità presenta una facciata a capanna, affiancata dalla torre campanaria, e vi si accede tramite un portale archivoltato, sormontato dallo stemma gentilizio della famiglia Melis. Il sobrio interno, a navata unica voltata a botte, con tre cappelle per lato, contrasta con le decorazioni Rococò della basilica, il cui corpo si innesta alla chiesa all’altezza della seconda cappella destra (demolita al principio del XVIII secolo) e si sviluppa perpendicolarmente ad essa. Anche la basilica è mononavata, con iconografia vagamente cruciforme a motivo delle due cappelle semicircolari che si affacciano, una per lato, nello spazio antistante il presbiterio. Quest’ultimo, rialzato e chiuso da inferriata, è accessibile mediante le due scale curvilinee della balaustra; ospita l’altare maggiore dove, tra colonne tortili, si apre la nicchia contenente il simulacro della Madonna dei Martiri, sormontata da un baldacchino da cui scendono i lembi di un drappo, sostenuti da due putti. Secondo la tradizione, il simulacro fu realizzato a Roma alla fine del XVII secolo, con un impasto ottenuto dalle ossa dei martiri rinvenute nelle catacombe di Lucina Gli altari laterali, gemelli, dedicati rispettivamente a san Salvatore da Horta e a santa Rosa da Viterbo, sono curvilinei come le cappelle che li ospitano, caratterizzati da colonne e fastigi curvilinei e ornati da acroteri, putti e festoni floreali.

Fonte: Wikipedia

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