Santa Maria del Monte Urbano

Descrizione

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Il Santuario della Madonna di Cibona di Allumiere
La festa di Pentecoste sui Monti della Tolfa, ogni anno è seguita dalla ricorrenza della Madonna di Cibona o del Monte Urbano, per rinnovare la memoria del più celebre tra tanti prodigi che circondarono dal 1633 la venerata immagine. Il 31maggio i fedeli di Allumiere, Tolfa e La
Bianca si sono uniti in una sola solenne celebrazione davanti all’antica cappelletta, al termine dei pellegrinaggi partiti dalle rispettive parrocchie.
Il santuario della Madonna di Cibona (Santa Maria del Monte Urbano) ricade sul limite del territorio del Comune di Allumiere e sorge in posizione isolata, lungo la strada Claudia Braccianese che da Civitavecchia conduce a Tolfa. Con il suo Eremo, sorge a circa 500 metri di altitudine ai piedi del Monte Urbano (dal nome di Urbano VIII) , nel mezzo di una faggeta, a breve distanza da Tolfa e dall’antica frazione nata agli inizi dell’impresa dell’allume (1462 circa), denominata La Bianca.
La “preistoria” del santuario rimonta ai primordi dell’impresa, nata a seguito della scoperta di ricche vene di alunite intorno al 1460, nel Pontificato di Pio II Piccolomini, per opera di Giovanni di Castro, commerciante padovano espulso da Costantinopoli. L’estrazione, la lavorazione e il commercio del minerale (solfato basico di alluminio e potassio), risorsa essenziale a molteplici industrie dell’epoca soprattutto nel settore tessile, divenne di primaria importanza per lo Stato Pontificio; sia perché dalle terre del Patrimonio di S. Pietro veniva una sicura e cospicua fonte di rendita, sia perché ci si poteva finalmente affrancare dal monopolio turco sull’allume che si era imposto in Europa. L’allume tratto dall’alunite dei Monti della Tolfa era di ottima qualità e si impose sul mercato, anche per il monopolio imposto da Roma ai mercanti cristiani. L’impresa che vide affluire alle Allumiere migliaia di operai, fu diretta da insigni appaltatori delle famiglie Medici, Pazzi, Chigi, Torre… Furono promosse molteplici indagini ed escavazioni e la lavorazione veniva spostata in base al reperimento di vene alluminifere più o meno abbondanti.
Cibona è una delle più antiche cave di allume del periodo di Pio II e di Paolo II Barbo. Presso le cave si era soliti creare una cappellina per l’assistenza spirituale dei minatori, anche per voto riconoscente degli appaltatori alla Madonna , grati per la ricchezza di minerale reperito. A Cibona fu riutilizzata un ‘antica edicola stradale, retaggio dello splendore dell’abitato di Tolfa Nuova, dove la Vergine era affrescata con il Bambino, tra i santi Giovanni e Giacomo. L’immagine fu coperta da un nuovo affresco quattrocentesco, di scuola senese, con il medesimo soggetto. L’edicola abbandonata in seguito allo spostamento delle escavazioni, fu riscoperta dalla popolazione dopo un sacrilegio perpetrato contro l’immagine da due minatori e per un fatto prodigioso concomitante (guttazione di sangue).Immediatamente rinacque il culto e l’immagine divenne attrazione di un continuo pellegrinaggio. La devozione ebbe però uno slancio straordinario nel 1633, il giorno successivo alla Pentecoste, con la liberazione di una donna indemoniata di Città di Castello condotta a Cibona, l’apparizione della Vergine nella cappellina e una lunga serie di “miracoli e grazie” (di cui 1223 restano scrupolosamente registrati). Fu trasformata l’edicola in cappella, si raccolsero in breve tempo migliaia di scudi per la costruzione di un santuario promosso dalla comunità di Tolfa e furono chiamati nel 1637 da Firenze, gli Eremiti Servi di Maria del Monte Senario per custodire l’immagine e seguire i lavori dell’imponente e monumentale edificio. Per la progettazione fu affidato ai celebri architetti Domenico Castelli e Gaspare de Vecchi. Il protettorato sul santuario nascente fu svolto con cura dai cardinali Giovanni Battista Pallotta e Giulio Sacchetti. Il pontefice Urbano VIII donò il terreno per l’edificazione del tempio e dell’eremo. I lavori ebbero iniziò nel 1638 e terminarono nel 1647, allorché sotto la guida del celebre pittore Pier Francesco Mola dalla cappellina fu trasportato l’antico affresco nel nuovo santuario.
La facciata, capolavoro del santuario, fu eseguita da noti maestri scalpellini di Fiesole della famiglia Torricelli, tra cui fra Sigismondo, eremita a Cibona. Nel 1679 furono completate le cappelle laterali e la chiesa fu solennemente consacrata il 23 maggio 1686; la volta della Chiesa fu
arricchita di un sontuoso soffitto a cassettoni per la benemerenza di Paolo Girolamo Torre, genovese.
Nel 1704, il Capitolo Vaticano, esaminata la ricca documentazione sulla fama di miracoli e grazie, concesse l’Incoronazione che fu celebrata con sfarzosi festeggiamenti.
Il santuario nel cuore dell’impresa dell’allume visitata frequentemente da pontefici, cardinali, ufficiali della camera Apostolica e pellegrini da ogni parte, divenne in breve uno dei santuari più noti e frequentati dello Stato Pontificio. A ciò contribuì certamente la presenza di numerosi Eremiti Serviti celebri per santità di vita e ricercati per il ministero delle confessioni.
Nel 1799 il tempio subì l’assedio francese. Con la soppressione del Convento e la partenza degli ultimi Servi di Maria, alla fine del sec. XIX, la chiesa stava andando progressivamente in rovina.
Nel 1937 l’affresco della Madonna di Cibona fu trasferito in maniera provvisoria, alla chiesa di San Francesco a Tolfa. Non si è mai sopita la devozione verso questa immagine molto venerata e la festa annuale richiama numerosi fedeli alla cappellina originaria (luogo di culto dal Medioevo) e alla chiesa francescana di Tolfa.
Intorno al 1965 furono compiuti alcuni restauri, ma si è dovuto aspettare il Grande Giubileo con la provvidenziale programmazione dei fondi per il restauro, per vedere il santuario di Cibona salvato nelle strutture portanti, nel tetto, nella facciata e, grazie ai contributi regionali, nuovamente decorato con i pregevoli stucchi.
Per la definitiva apertura resta da completare il restauro della cappella dell’Altar Maggiore (ricca di affreschi), delle sei cappelle laterali, del sagrato e il pavimento. Va perfezionata inoltre l’impiantistica, in parte realizzata con i fondi regionali.
Il santuario di Cibona è chiave di lettura di tutta la pietà mariana, dell’assistenza spirituale nei fecondi secoli dell’allume e del vistoso fenomeno eremitico di questi monti. E’ crocevia delle tre parrocchie dei Monti della Tolfa che si uniscono nel nome della Madonna di Cibona. E’ un monumento unico nel suo genere, ricco di storia e di arte che attende il tocco definito per essere ridonato al patrimonio artistico e religioso del territorio.

di Don Augusto Baldini

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    00051 ALLUMIERE RM
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    Lazio
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