Santa Maria di Loreto (Basilica Santuario)

Descrizione

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La Chiesa ha una facciata imponente, sopraelevata rispetto al piano stradale, accessibile attraverso delle gradinate ed è fiancheggiata da due campanili a forma di pera. L’edificio ha una pianta a croce latina, a tre navate, divise in quattro campate. Il tetto della navata principale è a cassettoni dipinti e dorati e al centro presenta un dipinto su tela. L’abside è a pianta ottagonale con volta a padiglione e nelle lunette si aprono finestre a forma di chitarra, molto usate nel periodo barocco. La cupola emisferica copre l’incrocio con il transetto. Il materiale con cui è stata costruita è pietrame di tufo con intonaco dipinto.

Notizie storico-critiche

La chiesa fu fondata nel XIV sec. dai marinai (secondo la notizia riportata da D’Ascia non confermata da altre fonti, da alcuni pescatori di Ancona che introdussero il culto della Madonna di Loreto) come piccolo oratorio dedicato a S. Nicola da Tolentino. Dell’antica costruzione gotica non resta molto. Salvati ipotizza che la chiesa originaria fosse costituita da un solo ambiente, corrispondente all’attuale navata centrale, coperta da tetto e con finestre ad ogiva.
La costruzione della chiesetta diede avvio allo sviluppo dell’abitato foriano dalla zona collinare della chiesa di S. Vito verso sud, nell’area del molo. A partire dalla fine del secolo XVI l’edificio subì una serie di interventi e di ampliamenti che trasformarono l’originario oratorio in una chiesa di notevoli dimensioni. Furono presumibilmente costruite le due navate laterali, il transetto e la cupola; documenti conservati nell’archivio della chiesa attestano inoltre diversi pagamenti negli anni 1578-87 ai mastri Pietro Verde e Jo. Minico Pepe per la realizzazione della zona absidale (Delizia, 1897, p. 214). Tra il 1581-82 si pervenne alla definizione della struttura. Ulteriori aggiunte portarono alla creazione di un vero e proprio complesso polifunzionale comprendente, oltre alla chiesa, un oratorio ed un ospedale. Nel 1585 fu edificata sul lato destro della chiesa una Cappella dedicata all’Assunta per soddisfare le esigenze di culto dei membri della congrega; qualche anno più tardi, in corrispondenza della navata sinistra, furono costruite alcune camere comunicanti, che costituivano un ospedale funzionante già dal 1596.
L’edificio divenne dunque un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale, sia per i servizi offerti dalle sue strutture sia per il ruolo sociale di centro di aggregazione e di luogo di riunione dei Parlamenti Pubblici svolto dalla piazza antistante. Il complesso era mantenuto con il contributo dei pescatori che destinavano una parte del ricavato della pesca alle necessità della chiesa, dell’ospedale e della confraternita, come attesta la bolla di Gregorio XIV del 1590.
L’importanza assunta dalla chiesa è confermata anche dalle frequenti citazioni negli atti pubblici e dalle notevoli somme destinate dall’Università a successivi ampliamenti ed arricchimenti che diedero al complesso un’impronta barocca. Nel periodo barocco inoltrato fu demolita l’abside e costruito un altro transetto dietro quello già realizzato.
Agli inizi del XVIII sec. l’edificio fu allungato e furono aggiunti una seconda cupola ed il coro; intorno al 1710 fu progettato dal padre fra Cherubino d’Aversa l’altare maggiore, eseguito poi dal marmoraro Gaetano Sacco. Nel 1731 fu costruito il campanile con l’orologio (in seguito trasferito a Panza) a spese dell’Università; nel 1755 fu innalzato l’altare maggiore con marmi colorati e successivamente tra il 1780 e 1785 fu rivestito, con pannelli marmorei, l’intero tempio.
Nel 1779 i napoletani Luca Moschetti e Eugenio Scrimitone iniziarono i lavori di stucco. In seguito al terremoto del 1883 la cupola della navata centrale fu sostituita da un soffitto a cassettoni. Il 29 luglio 1787 si ottenne il Decreto di Incoronazione della Madonna di Loreto.
In chiesa troviamo: una tavola cinquecentesca della Madonna di Loreto pittore Decio Tramontano, due tavole di Cesare Calise, una raffigurante il “Martirio di S. Bartolomeo “(1596) e l’altro raffigura “S. Nicola da Talentino” (1607).Tele d’Alfonso Di Spigna “il Riposo nella fuga in Egitto” “l’Adorazione al Presepio” “La Natività” “Madonna” “S. Restituta” “S. Agnello”. Tavola Aniello Laudello “Madonna e Santi” con la raffigurazione dei “misteri del Rosario”(1581). Dipinto del pittore Foriano Giuseppe Capuano “SS. Trinità con S. Silvestro papa e S. Vincenzo Ferreri” (1777). Crocifisso ligneo del Di Falco (1761).

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