Santa Maria Liberatrice (Santuario Parrocchia)

Descrizione

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Il santuario è stato eretto su un colle che dista poche centinaia di metri dal centro storico di Malo, ma in passato su questa altura è molto probabile l’esistenza di un tempio pagano. San Prosdocimo, primo evangelizzatore delle terre venete, lo fece abbattere. Sulle macerie del tempio fu costruita una cappella dedicata alla Vergine Maria, successivamente fu ingrandita fino a diventare la pieve di S. Maria Assunta nel XIII secolo in stile bizantino.
Nel 1613 il vescovo Dionisio Dolfin ordina di cancellare gli affreschi sulle pareti perché goffi e l’unica raffigurazione a salvarsi è una rappresentazione del Trecento di Maria, vicina all’ingresso. Rappresenta Maria gestante, ma per la gente era conosciuta come Santa Libera.
Durante la peste del 1630 i cittadini la invocarono come liberatrice. Nel 1640 la chiesa fu intitolata a Santa Maria Liberatrice che diventa Santa Libera durante il Settecento.
L’aspetto attuale si deve ai rinnovamenti strutturali dati alla Pieve medievale dal 1721 al 1897.
Nel 1923 fu costruita la scalinata monumentale che sostiene il sagrato della chiesa per ringraziare la Madonna per gli scampati pericoli durante la Prima Guerra Mondiale. Ogni gradino porta il nome inciso di chi ha contribuito alla sua costruzione.
Interessanti sono le stazioni della Via Crucis con le formelle in terracotta (successivamente sostituite da altre in bronzo) opera di G. Cremasco, benedette il 7 settembre 1952, attestano morti e sofferenze del secondo conflitto mondiale e della guerra di liberazione.
Antica Pieve di Malo, rinnovata nelle strutture dal 1721 al 1897, all’edificio si accede attraverso una rapida scalinata che sale da ovest, dall’attuale spiazzo dei cipressi.
Di particolare valore la Madonna con il Bimbo, capolavoro in pietra della bottega di Bernardino e Tommaso del Pedemuro, l’altare delle stelle del 1670 (o dell’Addolorata), la Cappella del Crocefisso (1690), e quella di Santa Libera (1739) con l’immagine postgiottesca. La Monumentale Via Crucis lungo la salita al Santuario ha formelle in bronzo di Guido Cremasco (1952).

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