Santissimo Crocifisso

Descrizione

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Il santuario del Santissimo Crocifisso è la chiesa che a Longiano custodisce una duecentesca immagine di Cristo crocifisso che nel secolo XV fu al centro di un evento ritenuto miracoloso. Della stessa chiesa è documentato anche l’uso della denominazione “di San Francesco”, titolo dell’annesso convento.
IL PRODIGIO DEL SS CROCIFISSO Longiano (FC) 6 maggio 1493
Là, dove gli uomini non comprendono e non vedono, a volte gli animali danno il buon esempio. Proprio qui in un convento una vitella si fermò per onorare un crocifisso.
La devozione al Crocifisso risale al fatto prodigioso avvenuto il 6 maggio 1493. I religiosi francescani erano riuniti nel convento di Longiano per celebrare il Capitolo provinciale della Provincia Bolognese. Per l’occasione, gli abitanti del vicino paese di Gambettola donarono alla comunità una vitella che, portata nel convento, si inginocchiò “in forma di profonda venerazione” di fronte all’immagine del Crocifisso che si trovava sopra una porta laterale della chiesa, prospiciente il chiostro, all’altezza del coro conventuale, porta che non era molto usata. Nonostante i ripetuti colpi di frusta il bovino si mosse dalla posizione di venerazione solo dopo che fu benedetto dal superiore Provinciale.
Il giorno seguente, dopo aver percorso le strade del paese, l’immagine del Crocifisso fu traslata dal chiostro all’interno della chiesa e posta sopra un altare laterale. Da quella data si susseguirono grazie e miracoli per cui la fama del santuario si diffuse per tutta la regione, e che perdura ancora oggi.
Nel 1697, su iniziativa del dottor Baldassarre Manzi prese corpo l’idea di istituire una Confraternita laicale intitolata al SS. Crocifisso, con statuto ed organizzazione proprie. Papa Clemente XI (1700-1721) concesse alla Compagnia una lunga serie di indulgenze che furono rinnovate anche nei secoli successivi. Nel 1828 papa Leone XII, con bolla del 28 novembre dello stesso anno, elevava la Compagnia ad Arciconfraternita.
La primitiva chiesa, presumibilmente in stile gotico, più piccola, ma probabilmente impreziosita di pitture del Trecento di Scuola riminese, subì varie vicende finché nel 1755, resasi pericolante a causa di un cedimento del terreno, venne demolita.
Il 18 marzo 1764 monsignor Francesco Manzi, consacrò l’attuale costruzione, realizzata su progetto dell’architetto Pietro Borboni di Rimini. Il 28 novembre 1828, Papa Leone XII, elevò la chiesa a Santuario. La seconda guerra mondiale non ha risparmiato il tempio.
Dopo essere stato mutilato da numerose granate subì un bombardamento il 7 ottobre 1944: coro, nicchia, altare, organo, decorazioni e affreschi furono distrutti. Il Santuario risorse vent’anni dopo più ricco di prima.
Il tempio è in stile neoclassico, perfetto nelle linee e nelle misure, di un’eleganza sobria e controllata.
L’immagine del Crocifisso, di stile greco-bizantino, è un dipinto su tela applicata a tavola del XIII secolo, accuratamente restaurata nel 1942 ad opera di Enrico Podio, inoltre è racchiusa in un’ampia e bella nicchia realizzata su disegno del professor Gildo Atti di Bologna (1965).
Nel Santuario del SS. Crocifisso retto dai Frati Minori Conventuali si celebrano quattro feste in onore del SS. Crocifisso: Epifania; 6 maggio (festa del miracolo); 26 luglio (sagra paesana); seconda domenica di novembre (festa di ringraziamento); nei venerdì di Quaresima si svolge una celebrazione particolare alla quale partecipano gruppi di pellegrini provenienti da tutta la diocesi di Cesena-Sarsina e dalle altre diocesi della regione Emilia-Romagna. Si commemora la Passione di Cristo secondo l’uso della tradizione francescana (Corda Pia vedi sotto), cui segue la celebrazione eucaristica presieduta da un presule delle varie diocesi della regione Corda Pia: Il termine Corda Pia, che significa i cuori devoti, è tratto dalle prime due parole dell’inno di apertura: “Corda pia inflammatur, dum Francisci celebrantur, stigmatum insignia”.
Il rito della Corda Pia è la più antica devozione francescana che invita alla contemplazione del mistero della Passione di Cristo, della compassio di san Francesco e della desolazione patita dalla Vergine Addolorata. Si celebra tutti i venerdì di Quaresima nella Basilica Papale di San Francesco in Assisi. Onora in modo particolare le cinque piaghe del Crocifisso e le cinque stimmate impresse nel corpo del Serafico Padre. Il riferimento biblico di questa originale devozione francescana è tratto dalla Prima Lettera di San Pietro apostolo (2,24) dove è detto: “Dalle sue ferite voi siete stati guariti”. Questa pia devozione fu composta dal Servo di Dio fra’ Filippo Gesualdi da Castrovillari, Ministro Generale dell’Ordine dal 1593 al 1602 e poi vescovo di Cariati.
L’attuale edificio fu costruito su una precedente chiesa su disegno dell’architetto Pietro Carlo Borboni, cesenate di adozione ma di origine bergamasca. Terminato nel 1762, fu consacrato il 18 marzo 1764 dal longianese Francesco Maria Manzi, arcivescovo di Avignone. In tale circostanza fu realizzata al centro dell’abside una nicchia in cui venne collocato il venerato crocifisso la cui fama determinò la nuova intitolazione della chiesa che sostituì quello della precedente dedicata all’Epifania del Signore, eretta insieme all’annesso convento, tra la fine del sec. XIII e la metà del sec. XIV dai frati minori, la cui presenza a Longiano è attestata a partire dal 1277. Di tale costruzione rimane nell’attuale chiesa un frammento di affresco del sec. XIV di scuola giottesca raffigurante la Madonna col Bambino. La chiesa fu gravemente danneggiata da una bomba sganciata da un cacciabombardiere anglo-americano il 4 ottobre 1944. In tale circostanza andarono distrutte le pitture dell’abside e del soffitto realizzate tra il 1859 e il 1862 da Giovanni Canepa e Girolamo Ballani. Dopo gli interventi di restauro le nuove decorazioni furono eseguite tra il 1964 e il 1965 dal francescano Giovanni Lerario.

La Comunità Francescana

La fraternità francescana di Longiano è composta da frati Minori Conventuali, suore e laici che condividono l’intuizione di San Francesco d’Assisi di vivere il Vangelo insieme e con uno stile semplice e gioioso. Il lavoro quotidiano si concretizza in molteplici forme e ambiti: pastorale giovanile e famigliare; confessioni e direzione spirituale; formazione e predicazione; accoglienza e accompagnamento al discernimento vocazionale; accoglienza gruppi. Il convento dei frati dispone di spazi destinati a foresteria per gruppi in ritiro e all’accoglienza di giovani in ricerca. Ogni giornata è ritmata dal tempo della preghiera comunitaria, che la fraternità condivide con chiunque lo desideri.

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