S. Rocco

Descrizione

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Il Santuario di S. Rocco probabilmente fu costruito alla fine del sec. XVI (1593). A quanto risulta dalla breve iscrizione posta sulla conchiglia dell’acqua santa della porta laterale, nel 1635 doveva essere già completata in tutte le sue strutture. Il Santuario fu ampliato a cura di don Salvatore Furfaro ed aperta al culto il 13 dicembre 1672.

Con Breve pontificio del 28 marzo 1775, il titolare della Chiesa, S. Rocco di Montpellier, Confessore, è stato proclamato Patrono principale della Terra di Gioiosa, al posto dell’antica patrona, S. Caterina d’Alessandria. Con Bolla del 24/12/1829 la chiesa fu elevata a parrocchia da Mons. Giuseppe Maria Pellicano, vescovo di Gerace.

Il 24 maggio 1840 la chiesa fu consacrata da Mons. Luigi Maria Perrone Vescovo di Gerace. Nel 1857 la chiesa fu rinnovata in stile neoclassico a cura di don Raffaele Macrì il quale commissionò anche un ostensorio in argento recante l’immagine del santo con l’iscrizione Roche Quae tua sit chantas sempre corda nostra teneat. Il 15 agosto 1875 fu ricordato con il Te Deum il Centenario della proclamazione di S. Rocco patrone di Gioiosa.

Nel 1922 fu costruita da Francesco e Amelio Condelli la cappella di S. Rocco ed abbellita con due dipinti che rappresentano in uno fedeli che indossano il costume tradizionale e il Santuario, nell’altro è raffigurato la sudorazione del Santo Protettore ed il paese cade a pezzi sotto la frusta del terremoto ad opera degli artisti gioiosani Corrado e Francesco Armocida.

Nel Santuario, oltre la statua di S. Rocco, si conservano le statue di S. Anna, opera dello scultore Rocco Murizzi, e la SS. Ausiliatrice, opera di Gemma Incorpora, la statua di Santa Barbara, di Santa Teresa e della Madonna di Fatima. Il 28 marzo 1982 Mons. Francesco Tortora inaugurò l’abside e l’altare e il 16 agosto 1987 inaugurò anche il Tabernacolo, l’artistico lampadario di ferro battuto posto sotto la prima arcata ad opera del noto fabbro Natalino Ritorto. Il 22 agosto 1993 in occasione del centenario della fondazione della chiesa Mons. Antonio Ciliberti ha benedetto le tre campane, che sono state fuse presso la Fonderia Marinelli.

All’inizio il culto di San Rocco si coltivò intorno ad un quadro con l’effige del Santo e solo dopo l’influsso dell’arte statuaria napoletana, secondo la tradizione, l’artistica statua lignea di San Rocco arrivò a Gioiosa nel 1748 da Napoli sul veliero “San Luigi” e fu trasportata dai fedeli esultanti in processione dalla spiaggia di Marina di Gioiosa Ionica fino alla chiesa: la pratica odierna di appendere, in occasione della festa padronale, barchette e velieri di carta velina da un balcone all’altro delle case del centro, potrebbe essere il ricordo di tale evento.

A gennaio del 1852, la popolazione di Gioiosa Ionica e dei paesi vicini si è venuta a trovare in una particolare condizione di disagio per un duplice motivo, per un susseguirsi di scosse sismiche ed una persistente siccità. In questa circostanza i fedeli gioiosani hanno trovato un valido aiuto facendo ricorso, con viva fede, al loro celeste patrono e protettore San Rocco. L’evento risolutivo non si fece attendere e, il 27 gennaio del 1852, la statua del Santo mentre si trovava esposta in Chiesa alla pubblica venerazione dei fedeli, ha iniziato ad emanare un profuso sudore per la durata di due ore senza interruzione. La notizia del prodigio si è diffusa rapidamente e la popolazione in massa si è riversata in chiesa. Dal volto, dalle dita e dalla piaga della gamba sinistra della statua del Santo scendevano gocce di profuso sudore, rimanendo soltanto asciutte le vesti.
I gioiosani con fazzoletti e batuffoli di cotone asciugavano la prodigiosa statua e, quanto più inzuppavano, più sudore compariva, mentre il volto, gli occhi ed al tatto la venerata statua dava la sensazione e l’impressione di un uomo che sudava.

Le suddette notizie sono state attinte dal libro: Il CULTO DI S. ROCCO A GIOIOSA JONICA (1593-1993) – ad opera dello scrittore-storico Mon. Vincenzo Nadile .

Dopo la morte del compianto Mons. Vincenzo Nadile …Vicario Generale della Diocesi di Locri-Gerace, nonché parroco del Santuario di San Rocco… uomo dalla profonda cultura, autore di numerosi saggi di storia ecclesiastica che gli hanno valso l’ingresso nei ranghi della Deputazione di Storia Patria per la Calabria… il Vescovo Mons. Giuseppe Morosini ha nominato nuovo parroco della Parrocchia di San Rocco, Padre Giuseppe Campisano.
Don Giuseppe, in questi anni ha sempre impresso la sua missione sacerdotale impegnandosi quotidianamente nell’ affermazione dei valori di giustizia e solidarietà… diventando un punto di riferimento per tantissime persone che si impegnano quotidianamente a favore delle fasce più deboli della popolazione e portando avanti una missione pastorale intesa innanzitutto come spirito di servizio nei confronti degli ultimi, dei bisognosi e degli emarginati.

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