Per l’occasione il direttore della comunità padre Giorgio Nalin e il rettore della basilica padre Mario Magro, hanno condiviso il messaggio del superiore generale dei rogazionisti, Bruno Rampazzo: “Cari confratelli, oggi con la mente e il cuore ritorniamo a casa, a Messina, dove il giorno di Pasqua del 4 aprile 1926, 100 anni fa, padre Vitale ha benedetto il Tempio della rogazione evangelica. Padre Annibale, a causa della sua salute malferma, non era presente; possiamo immaginare la sua sofferenza interiore per questa forzata assenza. Solo nella terza domenica di Pasqua, dopo 21 giorni, ha potuto assistere alla benedizione delle campane del nuovo tempio. L’arcivescovo di Messina di allora, mons. Angelo Paino che presiedeva la celebrazione, nel suo intervento si rivolse a padre Annibale con queste parole: «Vivete a lungo, quanto le vostre campane; e trasfondete in uno stuolo numeroso di figli il vostro spirito affinché, quando più non sarete, Messina, vedendo i vostri figli, ricordi le vostre virtù e il vostro cuore».
Il 13 giugno successivo, festa di S. Antonio, il padre fondatore Annibale di Francia ha celebrato in onore del grande patrono l’ultima messa all’altare del tempio. Noi Rogazionisti, le nostre consorelle Figlie del Divino Zelo e la famiglia del Rogate insieme con i cittadini di Messina vogliamo elevare un inno di ringraziamento per aver fatto sorgere nella città dello Stretto questo splendido luogo di preghiera al Signore della messe perché mandi operai nella sua messe.
In questo tempio, elevato alla dignità di basilica minore il 4 aprile 2006, tanti uomini e donne di buona volontà, santi (e tra questi San Giovanni Paolo II), hanno pregato affidando al Signore la loro vita, le famiglie e le comunità. Mentre ci stiamo preparando per le celebrazioni del centenario della nascita al cielo di S. Annibale, vi chiedo di pregare insieme perchè questo centenario della benedizione del tempio della Rogazione Evangelica di Messina, nostra Cattedrale, diventi una tappa importante nel rinnovamento spirituale della nostra congregazione”.