Assemblea regionale CNS dell'Emilia Romagna presso la Basilica Santuario Madonna del Castello di Fiorano (MO). Presenti una trentina di rettori e operatori dei Santuari, S.E. Mons. Giovanni Mosciatti vescovo di Imola e Don Fabio Ruffini delegato regionale.

Feb 26 2026

Assemblea regionale CNS dell’Emilia Romagna presso la Basilica Santuario Madonna del Castello di Fiorano (MO). Presenti una trentina di rettori e operatori dei Santuari, S.E. Mons. Giovanni Mosciatti vescovo di Imola e Don Fabio Ruffini delegato regionale.

INCONTRO DEI RETTORI DEI SANTUARI DELL’EMILIA-ROMAGNA
Lunedì 23 febbraio 2026 si è svolto l’incontro dei rettori dei santuari dell’Emilia-Romagna, presso il santuario della Madonna del Castello di Fiorano, in provincia e diocesi di Modena.
Molto numerosi i partecipanti – una trentina circa –, convenuti a metà mattinata e accolti dal rettore del santuario, don Roberto Montecchi. Questa volta abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi mons. Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola e responsabile per l’Emilia-Romagna della pastorale dei pellegrinaggi, del turismo e del tempo libero, nella quale è inserita anche la pastorale dei santuari.
Come sempre abbiamo iniziato la giornata ritrovandoci in chiesa per un momento di preghiera e per la spiegazione della storia e dell’arte del santuario, che è il principale santuario mariano della diocesi di Modena. Don Roberto ci ha raccontato la storia del santuario. Matilde di Canossa aveva un castello a Fiorano; anche la parrocchia di Fiorano è molto antica, risalendo al 1026. Nella cappella del castello matildico nel Quattrocento viene raffigurata un’immagine della Madonna con in braccio il bambino Gesù. Nel Cinquecento, nel contesto delle guerre italiche, gli spagnoli prendono d’assedio Fiorano e danno alle fiamme tutto l’abitato, incluso il castello: è l’8 febbraio 1558. Ma l’immagine della Madonna resta miracolosamente illesa; si decide allora di costruire un tempio in cui collocare tale immagine. Nel Seicento Fiorano si salva dalla terribile pestilenza (quella raccontata anche da Manzoni nei Promessi sposi). Il duca d’Este, signore di Modena, decide allora di far costruire un solenne santuario, la cui edificazione si conclude nel 1634. Ma nel 1670 un gravissimo incendio distrugge la chiesa: brucia tutto tranne l’immagine della Madonna. La chiesa è presto ricostruita e inizia un flusso di pellegrinaggi e una storia di grazie che continua tuttora.
Dopo la preghiera e la visita in chiesa, abbiamo avuto il nostro incontro, la parte principale del quale è consistita in un intervento di mons. Mosciatti sul tema dei santuari come luoghi di vita evangelica per la nostra gente. Il vescovo ha ricordato il valore che ha la chiesa come luogo di ritrovo delle persone. Le persone vengono nei nostri santuari con delle domande. Nel santuario può crearsi una comunità di persone. La parrocchia è una casa tra le case (secondo l’etimologia della parola); il santuario è un’altra cosa, è un luogo di luce e di richiamo per la gente. Mons. Mosciatti ha poi condiviso alcune esperienze sue personali significative di pellegrinaggi, in particolare a Loreto e a Czestochowa, nelle quali si è sentito vero pellegrino. Ha poi distinto il pellegrino dal vagabondo: il vagabondo vaga senza una meta, mentre il pellegrino sa verso dove va e chi lo attende. È allora importante che nei santuari ci sia sempre qualcuno per accogliere coloro che arrivano. Il santuario, ha proseguito il vescovo, è un luogo che – a differenza delle parrocchie, che possono essere soppresse e accorpate – deve rimanere stabile, perché esprime il vissuto di un popolo. Infine mons. Mosciatti ha presentato alcuni interventi pontifici sui santuari: la lettera apostolica Sanctuarium in Ecclesia, di papa Francesco, nella quale il santuario viene presentato come luogo di evangelizzazione; il messaggio di papa Benedetto XVI per la giornata mondiale dei santuari del 2010, nel quale il papa dice che la celebrazione dell’eucaristia è il culmine del pellegrinaggio; l’omelia di papa Benedetto XVI in occasione della dedicazione della Sagrada Familia a Barcellona, nella quale il papa spiega cosa è una chiesa; infine la lettera di papa Leone XIV ai sacerdoti di Madrid del 10 febbraio 2026, nella quale si parla del valore della cattedrale – ma il discorso vale anche per il santuario – come luogo di incontro con Dio e di riconciliazione con i fratelli.
All’intervento del vescovo è seguito un confronto e una condivisione tra i partecipanti.
Poi don Fabio Ruffini ha dato alcune comunicazioni, ricordando in particolare il prossimo convegno nazionale a Cagliari dal 16 al 20 novembre 2026, dedicato a Maria, e stabilendo la data nel nostro prossimo incontro, che sarà lunedì 25 maggio 2026, probabilmente a Ferrara presso il santuario del miracolo eucaristico di Santa Maria in Vado. L’incontro successivo sarà lunedì 28 settembre 2026 presso il santuario del SS. Crocifisso di Longiano, ove si terrà l’assemblea elettiva CNS per il nuovo delegato regionale.
Terminato l’incontro abbiamo pranzato insieme e poi ci siamo recati a Modena per visitare la cattedrale, sempre con la guida storico-artistica e spirituale di don Roberto Montecchi, che della chiesa ci ha presentato sia l’esterno, con i diversi stili artistici e le tante sculture, sia l’interno, con i dipinti, le sculture e la caratteristica architettura. Ci siamo fermati in preghiera presso il sepolcro di san Geminiano, patrono della diocesi di Modena, il cui corpo è appunto custodito nella cattedrale.
Terminata la visita, ci siamo salutati per tornare nei nostri santuari di provenienza, dandoci l’appuntamento al prossimo incontro. In conclusione, abbiamo vissuto una giornata molto fraterna, impreziosita dalla presenza e dall’intervento di mons. Mosciatti.
Fra Michele Pari o.p.

Galleria fotografica dell’incontro:

      

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