Madonna del Giglio

Descrizione

Descrizione
La chiesa, posta su un’altura nel verde della campagna sabina, è in realtà un antico convento. Il complesso monumentale è facilmente raggiungibile da Porta Santa Croce, una delle antiche porte di accesso alla città di Magliano Sabina.
L’ex convento, la cui fondazione si fa risalire al beato Amedeo del Portogallo, ospita una necropoli di elevato interesse storico e archeologico. Le tombe presenti sono a fossa e a camera, costituite perlopiù da blocchi di tufo o scavate direttamente nei costoni tufacei. Dalla tipologia di sepolture, è probabile che la necropoli sia stata utilizzata fino al III secolo a.C.

La Storia

Nel secolo XV Magliano possedeva quattro conventi dei Frati Minori: quello dei Silvestrini di Santa Maria di Uliano, uno secondo presso Porta Sabina, un altro all’esterno Porta Leone ed infine quello della Madonna del Giglio. I primi tre conventi, distrutti da molto tempo, non sono che un ricordo nella storia religiosa del paese. Una migliore sorte è stata riservata al Monastero della Madonna del Giglio.
Se e’ vero che di tutti i tempi, i religiosi desiderosi di solitudine e contemplazione. hanno saputo scegliere i piu’ bei siti per fondarvi i loro monasteri, bisogna saper riconoscere che la graziosa collina vicino a Magliano aveva di che tentare i figli spirituali di San Francesco.
Gli storici dell’Ordine Francescano attribuiscono la fondazione del convento del Giglio al Beato Amedeo di Portogallo. Il convento del Giglio ebbe un posto secondario tra gli altri conventi dell’Ordine Francescano e non ebbe mai più di una dozzina di religiosi. Si conserva preziosamente il ricordo dell’ospitalità che ricevette nel convento, dal 5 all’8 dicembre 1748, San Leonardo di Porto Maurizio, il grande missionario italiano.
I Frati Minori dell’Osservanza restarono in questo convento fino all’arrivo delle truppe francesi che invasero lo Stato Pontificio agli inizi del secolo XIX.
Il monastero restò quindi vuoto ed abbandonato per molti anni, il tempio della Madonna del Giglio fu privato del suo culto ed i contadini dei dintorni non avevano piu’ un soccorso religioso.
L’autorità diocesana cerco’ di rimediare a questa situazione e dopo laboriose contrattazioni, il Cardinale Carlo Odescalchi, verso la fine del 1837 affido’ il convento e la chiesa ai Passionisti. Questi restaurarono completamente la chiesa e aprirono le due cappelle laterali. La cerimonia della consacrazione della chiesa e dell’altare maggiore ebbe luogo la domenica del 24 ottobre 1858, presieduta dal Cardinale Ferretti.
In seguito a numerosi problemi amministrativi con il governo del Piemonte installatosi a Perugia, i Passionisti furono definitivamente cacciati dal convento del Giglio agli inizi del 1865. L’abbandono e la desolazione regnarono di nuovo sulla chiesa ed il convento.
Questa situazione durò fino al 1900. Da quel periodo una Congregazione francese “I Religiosi di San Vincenzo de Paoli” prese possesso del convento e della chiesa e cercò di promuovere e continuare il movimento di devozione che attira le popolazioni vicine verso il venerato santuario di Maria.
Dietro al monastero, nel piccolo bosco di querce secolari, i Religiosi francesi costruirono una grotta dove la Vergine diffonde e riempie delle sue grazie i pellegrini che, in alcuni giorni di festa, vengono in processione per offrirle i loro omaggi e le loro preghiere.
Ogni anno, in occasione dell’8 Settembre, la popolazione dei dintorni del Giglio si riunisce per festeggiare la Vergine Maria.
Sulla collina, ai piedi della quale passa la nota via Flaminia e si gode del panorama di Magliano Sabina, quando la notte cade sul piazzale illuminato del bosco …. la festa ha inizio.

Fonte: https://www.agriturismoilgiglio.it/it/convento.htm

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