Maria SS. Immacolata

Descrizione

Descrizione
Il Santuario è dedicato a Santa Maria delle Grazie ed è sito nel paese di Buccino, posto in collina nei pressi del cimitero.
Attualmente inagibile a seguito del terremoto del 1980; la statua della Madonna è stata portata nella Parrocchia di Santa Croce. La sua fondazione si fa risalire al 1500 anno in cui gli abitanti di Buccino furono colpiti da una epidemia di peste.
Prelevata la statua della vergine e portata in processione, la pestilenza diminuì fino a cessare.
La prima domenica di luglio di ogni anno a Buccino si celebra la festa religiosa della Vergine SS. Immacolata, patrona e protettrice del paese, molto sentita tra gli abitanti.
La storia della statua della Madonna di Buccino è antica, si narra infatti che essa fu ritrovata ai tempi della peste del 1537, e che, portata in processione, fu collocata nella Chiesa di S. Maria delle Grazie dove ancora oggi è conservata.
Da quel momento la peste iniziò a diminuire e proprio nei primi giorni di luglio svanì.

Fonte: Viaggi Spirituali

La storia e la devozione alla Vergine SS. Immacolata Protettrice di Buccino

“ Si era sul finire del mese di giugno del 1537, quando il popolo di Buccino (Salerno) era decimato da fierissima pestilenza detta la peste nera.
Animato dalla fede più viva, il popolo afflitto invocava i suoi santi protettori e i templi risuonavano ogni giorno di preghiere e di pianti. Ma Iddio voleva che maggiormente splendesse la gloria di Maria Immacolata e il culto di Lei divenisse la prima e più grande aspirazione dei fedeli buccinesi.
Un giorno si vide accorrere una gran folla al romitaggio di S. Mauro, situato a poca distanza dalla città, in una piccola valletta e poco dopo essa era di ritorno, recando processionalmente quella bellissima statua dell’Immacolata che ora si venera nella chiesa di S. Maria Delle Grazie.
Come per incanto la peste cominciò a diminuire e, ai primi giorni di luglio era cessata del tutto.
La statua fu collocata nel tempio annesso al Convento dei Riformati, levandosi maestosamente ai piè di una ridente collina, e fu stabilito di celebrare la festa solenne la prima Domenica di luglio per eternare la memoria di quel miracolo.” (Cfr. Mons. M. Fernicola: novena  alla beatissima Vergine, a cura di don Antonio Volpe – Buccino IV edizione 1996).
La festa annuale, si celebra sempre la prima domenica di luglio portando in processione la statua della Vergine SS. Immacolata per tutte le vie del paese, mentre l’otto dicembre, la stessa processione gira per le sole strade del borgo, quartiere in cui è posto il Santuario della Madonna delle Grazie.
Un solenne novenario, dedicato all’Immacolata, apre i festeggiamenti e prepara i fedeli alla celebrazione solenne della festa che è molto sentita e vissuta, non solo dai buccinesi residenti, ma anche dai concittadini emigrati in altre nazioni o in altre zone d’Italia.
Il giovedì che precede la prima Domenica di Luglio, con una cerimonia, tramandata da una usanza antichissima, i vestiti della Madonna, dalla Chiesa Madre, vengono portati, su apposite portantine dalle “Figlie di Maria”, al Santuario dimora della Madonna, così come anticamente, veniva portata e accompagnata, trionfalmente, la dote della sposa, dalla sua casa a quella dello sposo. A questa manifestazione non partecipa il clero in quanto non è ritenuta una processione, ma una manifestazione di filiale affetto.
Il venerdì, prima dell’alba, le Figlie di Maria, vestono la Madonna con i vestiti “della festa” per poi essere esposta sul suo trono.
La festa dell’Immacolata a luglio, è veramente la festa di tutti i buccinesi e, proprio perché è di tutti, non ci si dimentica dei defunti con la celebrazione di una S. Messa al cimitero con viva partecipazione del popolo.
Un altro appuntamento interessante che affonda le radici al tempo dell’Antiva Volcei, è la processione della “Guglia” , un usanza legata alla vita del castello situato sul punto più alto di Buccino.
Il castello non era solamente un centro che gestiva la vita politica ed amministrativa della comunità, era anche centro di incontro tra aristocratici e latifondisti e, gli incontri, politici o montani, accompagnati da sontuose feste, da succulenti pranzi e serate danzanti, erano una gioia per tutti.
Affinché la “notificazione” della festa arrivasse a tutti, anche ai poveri diavoli isolati nelle campagne abbandonate, l’eccellentissimo castellano faceva girare per i vichi, una torre fatta di tela trasparente al cui interno un tizio manteneva il “moccolo” affinché tutti vedessero la luce e quella luce annunziava ai poveri che al castello si banchettava e si ballava. Ai poveri contadini il privilegio di poter sognare e contentarsi dell’”acquolina” in bocca seduti, con l’immaginazione, a fianco del signor castellano. C’è chi definisce la storia una giustiziera: son finiti i castellani e son crollati i castelli, restano solamente i ruderi e il cattivo ricordo dei poveri ancora con l’acquolina in bocca.
L’amore per la nostra Madre Celeste, la Vergine SS. non è un ricordo, ma la vita nostra di ogni giorno che ci dà la certezza di una mamma che veglia su di noi con amore che mai si oscurerà, per questo, Buccino l’ha scelta come Madre e protettrice la cui festa è veramente una gioia per tutti e a ricordo di quando la Guglia era solamente mortificazione per i più poveri, il sabato sera, gira per le vie del paese per annunciare a tutti, senza distinzioni di ranghi, la gioia di festeggiare insieme la Mamma nostra celeste, la Vergine SS. Immacolata Protettrice di Buccino.
La prima Domenica di Luglio di ogni anno è il giorno più bello per tutti i buccinesi, dovunque si trovano, il loro pensiero è rivolto alla Mamma celeste con la certezza nel cuore che le Vergine SS. Immacolata guarda i suoi figli dovunque si trovano e anche noi buccinesi ci sentiamo legati da una dolce catena che tiene uniti i nostri cuori.
Parlare della festa civile sembra inutile: la festa dell’Immacolata a Buccino, per capirla, bisogna solamente viverla.
Le manifestazioni religiose, quelle civili, le bande, gli addobbi, i fuochi passano tutti in secondo ordine. Ci unisce e ci tiene stretti un’unica realtà: l’amore per la nostra Mamma Immacolata.

Fonte: Pro Loco di Buccino

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