Santa Maria delle Vertighe

Descrizione

Descrizione
Il santuario di Santa Maria delle Vertighe è il più antico santuario mariano della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro: le sue origini risalgono al 1000-1100.
 Il miracolo della traslazione. Non sappiamo con certezza perché il santuario sia sorto proprio in questo luogo. La tradizione parla della traslazione miracolosa di un’intera cappella, con la sua venerata immagine, dal comune di Asciano (SI) al colle delle Vertighe, in seguito a una lite tra due fratelli circa la proprietà del terreno dove si trovava la cappella stessa. La traslazione sarebbe avvenuta il 7 luglio del 1100. Possiamo tuttavia dire con certezza che una chiesa dedicata alla Vergine Maria, già esisteva in questo luogo nell’anno 1073.
L’immagine venerata. Originariamente la devozione popolare era rivolta ad una immagine affrescata sulla volta dell’antica cappella. Si possono ancora riconoscere tre ordini sovrapposti di antiche pitture, dei quali è ancora in parte apprezzabile soltanto l’ultimo, raffigurante l’Assunzione della Vergine al cielo. Successivamente (probabilmente agli inizi del 1400) la devozione passò alla Madonna con Bambino in trono, dipinta su tavola dal Margaritone di Arezzo (fine del XIII secolo).
 La chiesa. L’attuale chiesa a tre navate, che contiene la cappella affrescata e l’immagine su tavola, risale all’inizio del 1500, così come il loggiato esterno retto da colonne esagonali di mattoni. L’ampio spazio retrostante la cappella antica, contenente il Coro e l’organo, ricevette l’attuale assetto tra l’inizio del 1500 e la metà del 1600. Il campanile a torre è attribuito ad Andrea Contucci, detto il Sansovino (1460-1529).
La custodia. Fin dalla prima metà del 1200 il luogo è appartenuto ai monaci Camaldolesi, a cui si deve l’edificazione della chiesa attuale e del convento annesso e che officiarono presso il santuario fino al 1808. Dopo la breve parentesi del dominio napoleonico, nel 1816 la chiesa fu riaperta, ma sia il santuario che il convento passarono alla tutela dei Frati Minori, che sono a tutt’oggi i proprietari del complesso, sebbene dal 2007 sia la Fraternità Francescana di Betania ad officiare presso il santuario e a dimorare nel convento.
Le opere. Le principali opere che possono essere ammirate all’interno del santuario, oltre alla venerata Madonna con Bambino in trono circondata da quattro storie della Vergine (Annunciazione, Natività, Adorazione dei Magi e Assunzione in cielo) attribuita a Margaritone di Arezzo (XIII secolo), sono il Crocifisso dipinto su tavola di Lorenzo Monaco (1370-1425) e il dittico del 1520 raffigurante un presunto San Savino (o forse sant’Agostino) e San Benedetto, opera di Ridolfo di Domenico del Ghirlandaio. Inoltre, nella parete laterale di sinistra, si trovano l’Assunzione della Vergine al Cielo (Orazio Della Porta, 1590) e una raffigurazione della traslazione della cappella delle Vertighe, probabilmente opera, almeno in parte, dello stesso autore. Nella parete di destra è affrescata la Natività della Madonna (Santini, 1627).
 Patrona dell’Autostrada del Sole. Nel 1964 la Madonna delle Vertighe è stata proclamata Patrona dell’Autostrada del Sole e anche per questo è meta di ininterrotti pellegrinaggi provenienti da ogni parte d’Italia.   Le visite pastorali dei vescovi aretini, documentate fin dal ‘500, testimoniano come il santuario delle Vertighe sia sempre stato un luogo di pellegrinaggio e di preghiera, soprattutto per la popolazione della Valdichiana. Ancora oggi Santa Maria delle Vertighe, patrona dell’Autostrada del Sole, costituisce un richiamo per tanti cristiani, una presenza di vigile tutela per la valle, un luogo di silenzio e di raccoglimento che invita alla preghiera.
Fonte: https://www.ffbvertighe.it/santuario/

Il racconto del miracolo della Madonna delle Vertighe

Da centinaia di anni qui si venera la Madonna delle Vertighe che, secondo la tradizione popolare, sarebbe giunta in volo con la sua piccola cappella da Asciano, paese delle crete senesi.
 La narrazione popolare di questo miracolo si diffuse a partire dal XV secolo quando anche i monaci camaldolesi, che ebbero in gestione il santuario per un lungo periodo, ne diffusero il mistero (Annali Camaldolesi Tomo III, p. 89): “Nel 1100 presso Asciano era un oratorio o chiesuola in cui si venerava un’immagine religiosa della Madonna. Morto il Conte Caccia i suoi figli ed eredi vennero a contesa tra loro, per il lucro che intendevano trarre dalla devozione dei fedeli verso quella chiesa, e decisero sciogliere la questione con le armi. Ma nella notte del 5 giugno 1100, precedente il giorno del duello, quella chiesuola vien trasferita miracolosamente in un colle chiamato Vertighe vicino al Castello di San Sabino, diocesi di Arezzo e quivi tuttora si venera, posata sul suolo senza fondamenti e talmente disgiunta dai circostanti edificii che non è mai stato possibile (dicono), riempire quel vuoto o fessura con alcuna quantità di cemento.
Qui per gli storici ci sarebbe il cosiddetto “pane per i propri denti”, anche perché un documento oggi conservato nell’Archivio capitolare di Arezzo indica una chiesa di S. Maria in quel luogo già trenta anni prima “Actum in comitatu Aretino in loco qui dicitur Vertighe [ante] ecclesiam Sancte Marie” (1073), ma non è sulla veridicità dei fatti che oggi ci interessa puntare il dito.
Anche nella “Cronichetta del Monte San Savino” scritta da Agostino Fortunio nel 1583 si narra la vicenda in modo simile: “Fu anticamente una Cappelletta in quel di Asciano, luogo detto Caggio lungo la via, di molta devotione appresso de popoli vicini, murata a calcina, là dove nella nicchia era dipinta la Beata Vergine Maria assunta al cielo; e su l’altare si teneva un tabernacolo di legno con i sportelli, che si potevano aprire e serrare, con sei figure di santi e sante. Apparteneva il fondo a un padre di famiglia, il quale morendo, lasciò due suoi figli heredi: fra i quali nacque disparere nella divisione di chi doveva essere il campo della Madonna, volendolo ciascuno nella sua parte et non volendosi cedere l’uno all’altro, uno di loro di natura più collerico, cominciò a bestemmiare la venerata immagine, gli tira i sassi e sfida il fratello a venire ammazzarsi quivi seco l’altra mattina, ma interponendosi gli amici fra loro se ne tornaorno rissando a casa. Essendo dunque venuta la notte oscura, volendo la Beatissima Vergine, come madre di pace e misericordia metter d’accordo i detti due fratelli discordanti: ecco che sveltasi la fabbrica dai suoi fondamenti, ella si partì invisibilmente da quivi e si trasportò sul Colle delle Vertighe in una folta selva che vi era…”.
Naturalmente a queste storie si aggiunsero varie varianti tra le quali quella della famiglia ascianese che fece arrabbiare nostra Signora e che talvolta viene definita appartenente ai Cacciaconti, altre agli Alberti ed altre ancora senza nominarne alcuna.
A supportare tale miracolo esistono anche cronache posteriori nel quale si afferma che qualche secolo dopo, nella località denominata “Caggio o Caggiolo” e che dovrebbe riferirsi ad un’area sotto il paesino di Chiusure, vennero ritrovati i resti dei fondamenti dell’antica cappella volata a Monte S. Savino.
La proprietà della quale parlano le cronache del Settecento era in quel tempo della famiglia Alberti e proprio da un membro di questa famiglia si racconta come da sempre i suoi avi si tramandassero oralmente la vicenda, tanto che nessuno sapeva spiegarsi il fenomeno della chiesetta sparita in una sola notte.
Della Madonna delle Vertighe esistono decine di raffigurazioni in dipinti, medaglie e ceramiche. Essa fu sempre raffigurata seduta su di un trono sorretto da due leoni con il bambino in braccio e i primi dipinti risalgono al XIII secolo.
La vicenda, assai singolare, non discosta tuttavia da altri miracoli segnalati in quel periodo e che vedono cappelle, case, chiese e Madonne prendere il volo e compiere spostamenti fisici da un posto all’altro. E così, se per quella di Asciano che si posò alle Vertighe di Monte S. Savino ci fu il sacrosanto motivo di rappacificare due fratelli, nel caso dell’abitazione di Maria di Nazaret ci fu quello di sfuggire agli infedeli. Essa infatti si spostò da Nazaret a Loreto facendo almeno tre tappe. Sempre per sfuggire ai Turchi, anche una Madonna albanese che era nella città di Scutari sorvolò l’Adriatico per posarsi su Genazzano nell’anno 1457, non lontano da Roma. Quest’ultima divenne famosa con il nome di Madonna del Buonconsiglio ed il suo culto è ancora oggi vivo a Siena ed in particolar modo nella Contrada di Valdimontone.
Non tralascerei nemmeno la Madonna di Valverde che fu trasportata dagli angeli a Corneto (Tarquinia) ed anche la Madonna “volante” apparsa sopra la chiesa di S. Pietro in Camollia e dipinta in un famoso affresco.

di dal sito internet: https://www.toscanamylove.it/storie-toscane/la-leggenda-della-madonna-delle-vertighe/

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