Civitanova Marche, 11 marzo 2026
Martedì 10 marzo 2026 con quattro rettori siamo trovati al Santuario di san Giuseppe da Copertino (Osimo); occasione importante anche per conoscerne il nuovo. Alcuni avevano comunicato la loro impossibilità a essere presenti: S.E. Mons. Fabio Dal Cin, Arcivescovo di Loreto e Delegato per il nostro ambito pastorale; Spadafina padre Domenico Maria (Santuario-parrocchia Beata Vergine Maria Addolorata in Campocavallo di Osimo [arcidiocesi di Ancona-Osimo]), Lusaluwa padre Richard Severin (Santuario-parrocchia Santa Maria a Mare in Marina Palmense [arcidiocesi di Fermo] e don Massimo Fenni (nuovo rettore del Santuario-parrocchia di San Girio in Potenza Picena [Fermo]. Con Ferrari fra Alessandro (rettore del Santuario Santa Casa), Ramaccioni don Rino (Santuario-parrocchia Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, Tolentino [diocesi di Macerata]) e Fra Lucio Mssaccesi (Santuario di san Giuseppe da Copertino) abbiamo vissuto 2 ore fruttuose.
Dopo essere stati accolti nel salone attiguo al chiostro, abbiamo dedicato la prima parte alla lettura e commento del numero 51 del Documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiese in Italia “Lievito di pace e di speranza” approvato nella Terza Assemblea sinodale delle Chiese in Italia (25 ottobre 2025; cf. 1° allegato), dove si parla dei santuari:
Valorizzazione della pietà popolare
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La pietà popolare appartiene anch’essa alle “preghiere” del popolo di Dio e può essere una risorsa nei contesti nei quali rappresenta un’eredità viva, nella misura in cui conserva la sua forza comunicativa e la sua capacità di far crescere nella fede (cfr. EG 122-126). Si vigili dunque su possibili derive o deviazioni superstiziose o individualistiche.
Pertanto, l’Assemblea sinodale avanza la seguente proposta:
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che le Chiese locali valorizzino le tradizioni e i riti della pietà popolare riconoscendoli come risorse per l’evangelizzazione, caratterizzati dalla fede del popolo di Dio, vagliandone attentamente la qualità evangelica e riducendo le eventuali derive. Si valorizzi, in tal senso, anche il ruolo dei santuari nei quali l’annuncio del Vangelo si fa presente nella preghiera, nell’accoglienza e nella carità.




