Beata Maria Vergine dell’Udienza

Descrizione

Descrizione
Maria Santissima dell’Udienza è una scultura in marmo realizzata dallo scultore rinascimentale Antonello Gagini, agli inizi del 1500. La statua della Madonna dell’Udienza venne fatta trasportare a Sambuca , per la prima volta, da Mazara del Vallo, da un signore della Famiglia Sciarrino, fu portata a schiena di muli, guidati da quattro marinai, e collocata in una torre antichissima nel feudo di San Giovanni di Cellaro, appartenente alla Commenda di S. Giovanni di Rodi. “La leggenda di questa Madonna racconta: Una volta un contadino andò a raccogliere erba sulla montagna di San Giovanni per farsi una minestra. Nell’inchinarsi sopra un cespo di cicoria si accorse di qualche cosa di strano e scoprì la statua di una Madonna. In quel periodo a Sambuca imperversava la peste.
I contadini sambucesi pertanto decisero di rubare la statua e farla passare attraverso il quartiere dell’Infermeria, area del paese dedicata alle cure dei lebbrosi, nella speranza che la Madonna facesse un miracolo. Così fu, i lebbrosi guarirono.” Si pensò allora di collocarla nella Badia di S. Caterina, ma, giunti innanzi il convento del Carmine, i buoi che trainavano il carro con la statua, non vollero più muoversi. Allora fu giocoforza darle posto in quella chiesa, dove si venera con il titolo di Madonna dell’Udienza, ed è la protettrice del Paese.

Il Miracolo di Maria SS. dell’Udienza.

Nel 1575 una violentissima epidemia di peste colpisce la Sicilia occidentale. Il piccolo paese di Sambuca di Sicilia non ne è risparmiato. La popolazione, impotente di fronte alla virulenza dell’epidemia decide allora di portare in processione una statua raffigurante la Madonna con bambino e conservata all’interno di una torre detta “Del Cellaro”. La processione diretta alla Chiesa del Carmelo passa per il Lazzaretto e qui si compie il miracolo; gli appestati si alzano dai loro letti per seguire la processione e istantaneamente guariscono.
In questa Sacra Rappresentazione, fulgido esempio di Teatro di strada e di Rito, un gruppo di appestati, inizialmente disorientato, prende tra alterne vicende e la opprimente presenza dei Monatti simbolo stesso della peste, la via verso una statua rappresentante la Vergine Maria. Giunti al suo cospetto la statua prende vita, come sei secoli fa, ascolta, dà udienza ai derelitti che si prostrano al suo cospetto e li guida verso la Chiesa Madre dove ancora una volta li accudirà prima di entrare in quella Chiesa dalla quale uscirà il giorno dopo per l’annuale processione che vede, a ricordo dei fatti del millecinquecento, la statua di Maria SS. dell’Udienza portata a braccia dalla compagnia dei “Nudi”, nella terza domenica di maggio, per tutto il paese di Sambuca.
Il testo, realizzato dal regista con la collaborazione del gruppo attoriale, comprende incursioni dalle Baccanti di Euripide (il lamento di Cadmo per la morte di Penteo), dai Promessi Sposi di A. Manzoni (la scena di Cecilia e le peste vista da Renzo), dall’Edipo di Sofocle (i lamenti delle sacerdotesse), canti tipici della tradizione Sacra Sambucese legata al culto di Maria SS. dell’Udienza.

IL SANTUARIO

La chiesa del Carmine, ubicata nel Corso Umberto I di fronte al Palazzo Ciaccio, anticamente chiesa di S. Antonio Abate fu edificata nel 1530, del marchese della Sambuca Don Salvatore Baldi Mastrantonio. Nel 1615 la chiesa venne ampliata dal marchese Don Vincenzo Baldi Mastrantonio, che fece anche costruire il nuovo convento del Carmine (il vecchio era, infatti, sito nel quartiere S. Elia adiacente alla chiesa di S. Lucia) e fu dedicata a Maria SS. dell’Assunta. Il marchese don Ignazio Baldi Spatafora Centellis, cavaliere di Malta, nel 1633 apportò alla chiesa un nuovo ampliamento con la costruzione di altre due navate e di due cappelle laterali. Nella cappella di destra venne collocata la Madonna del Carmelo e in quella di sinistra la statua marmorea di Maria SS. dell’Udienza che era stata portata in processione dalla torre di Cellaro per salvare i Sambucesi dalla peste del 1575-76. Negli anni che seguirono la chiesa subì diversi interventi di ristrutturazione tra i quali agli inizi del 1900 fu sostituita l’originaria facciata con l’attuale, di stile neoclassico, opera dell’artigianato locale, guidato dallo sculture Salvatore Affronti.
Nella cappella della navata sinistra, dove prima dell’incoronazione era collocata la statua di Maria SS. dell’Udienza, oggi si può ammirare un magnifico crocifisso ligneo proveniente dall’ex convento di Santa Maria del Gesù. In questa cappella alcune lapidi di tombe gentilizie testimoniano, inoltre, storie di illustri famiglie nobiliari sambucesi: Baldi Centellis, Beccadelli, marchesi di Sambuca. La cappella della navata destra è dedicata alla Madonna del Carmelo sovrastata da due putti alati in stucco che Le sorreggono la corona, questi ultimi opera dell’artista Salvatore Affronti. E’ da ammirare nella navata destra la statua marmorea di Santa Anna con Maria Bambina: iconograficamente la statua ricalca la tradizione che vuole la madre della Madonna avanti negli anni. Sia il mantello che copre il capo dell’anziana donna, sia la veste in marmo bianco di Carrara riportano decorazioni dorate. La Vergine, posta ai piedi del gruppo scultoreo, con lo sguardo rivolto verso l’alto, sembra ascoltare l’anziana madre. La statua, voluta da padre Bernardino Verde da Sambuca tra il 1670 e il 1685, fu forse commissionata a marmorari di Palermo, città in cui il frate sambucese per tanto tempo dimorò. Staccato dalla statua è il piedistallo sul quale è scolpito lo stemma francescano: le braccia incrociate di San Francesco e di Gesù sovrapposte alla croce. Nella stessa navata tre tele provenienti dalla chiesa di Santa Caterina raffiguranti la prima, ” Madonna col bambino tra i santi Gioacchino ed Anna” del XVII secolo di scuola fiamminga; la seconda, “Il martirio di Santo Stefano”; la terza, “La dormizione della Madonna tra i discepoli”. Di elevata fattura è il fercolo ligneo, opera monumentale e artistica, che riproduce un trono regale culminante in una corona sorretta da colonnine scanalate sormontate da capitelli con doratura classico. Il fercolo serve per portare in processione, sulle spalle di cento uomini detti i “Nudi” la statua della Madonna dell’Udienza, la terza domenica di maggio.

L’ALTARE

La statua di marmo di Carrara, raffigura la Vergine che tiene in braccio il bambino su cui reclina leggermente il capo. La Vergine, vestita con una tunica dalla vita alta, secondo la moda rinascimentale, è quasi interamente ricoperta da un pesante manto dal panneggio ondulato che lascia intuire la posizione del corpo. Il volto della Madonna è delicatamente disegnato dentro uno schema ovale, lo sguardo mesto è rivolto verso il basso. Il Bambino tiene nella mano destra un simbolico pomo, mentre la sinistra affonda nel palmo della mano della madre. Sia la veste della Madonna che il piviale sono arricchiti da dorature ad imitazione di ricami dai motivi fitomorfi. Gran parte del rivestimento policromo è sopravvissuto. Lo zoccolo della statua ha una base ottagonale e nella fascia mediana è decorato a bassorilievo con una scena presepiale. La composizione è affiancata da due serafini, anch’essi a bassorilievo. L’opera si attribuisce ad Antonello Gagini. Infine chiudono la cappella centrale due bellissimi monumenti funebri: quello del dottor Antonio Oddo a destra e quello dell’esimio Vito Oddo sul lato sinistro.
Nel 1981 i pittori Tommaso Montana ed Enzo Maniscalco restaurarono l’abside del santuario. Un ultimo importante restauro del Santuario di Maria SS. dell’Udienza avvenne negli anni 1986/87 ad opera della ditta Maggio Giovanni, su progetto dell’architetto Marisa Cusenza, durante l’arcipretura di Don Angelo Portella. Oggi la chiesa si presenta in ottime condizioni architettoniche e i suoi interni sono impreziositi da interessanti decorazioni in oro zecchino e stucchi pregiati di artisti sambucesi, la cui manutenzione è affidata alla confraternita di Maria SS. dell’Udienza che spesso è intervenuta con opere di restauro. Nell’interno si possono anche ammirare importanti opere d’arte: la statua marmorea della Madonna dell’Udienza posta sull’altare maggiore della navata centrale, dove fu collocata dopo l’incoronazione del 1903, avvenimento ricordato con una lapide posta sulla parete sinistra del presbiterio; mentre sulla parete destra un’altra lapide ricorda il decreto della proclamazione di Maria SS. dell’ Udienza a Patrona principale di Sambuca Zabut.

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