S. Liberata vergine

Descrizione

Descrizione
Situato a poca distanza dall’abbazia cistercense di Casamari, sulla strada Rotabile che conduce al centro di Boville Ernica, il Santuario di Santa Liberata è meta di pellegrinaggi e centro pastorale di numerose famiglie che vivono nella zona.
Il culto alla santa, molto probabilmente, è dovuto alla presenza benedettina in Boville fin dai tempi antichi, e dalla testimonianza di numerosi maestri comacini che nei tempi passati emigrarono per lavoro nei pressi di Casamari.
Le sante sorelle Liberata e Faustina, nacquero nel sesto secolo in provincia di Piacenza e più precisamente, secondo una leggenda locale, nella celebre Rocca D’Olgisio, posta a cavaliere dei torrenti Tidone e Chiarone: la Rocca, oggi visitabile anche negli interni, per la sua posizione isolata richiama, secondo alcuni autori, la manzoniana Rocca dell’Innominato. Da qui le due sorelle, guidate dal desiderio di santità, si diressero verso Como, dove fondarono un monastero e vissero sotto la regola di san Benedetto. Le loro reliquie sono oggi custodite nel Duomo, insieme ad alcuni elementi iconografici, segno della devozione diffusa in questa cittadina lacustre.
A Boville la devozione alla santa si fa risalire al XVI secolo. La tradizione afferma che un individuo, appartenente alla cospicua famiglia Cicala, era perseguitato dall’ira di un malvagio. Fu sorpreso in una località del territorio, probabilmente in quella dove oggi sorge il santuario, e non sapendo come sfuggire all’ira del suo avversario che con un fucile stava sul punto di ucciderlo, implorò l’aiuto di santa Liberata e come per miracolo si vide fuori pericolo e in salvo. Riconoscente e grato della grazia ricevuta volle a proprie spese erigere una cappellina con l’immagine della santa. Un’ipotesi più recente afferma invece che alle pendici di Colle Maio (o Maggio o Maggiore), dove è posto il santuario, è attestata la presenza di una Cona già in un catasto comunale del cinquecento, con il curioso titolo di La Santa di Colle Maio, per cui le origini potrebbero essere ancora più lontane nel tempo.
Dalla semplice Cona, più tardi si passò alla chiesetta e nel 1662 è attestata già la celebrazione settimanale dell’Eucaristia. In seguito, anche per la frequenza dei miracoli avvenuti per l’intercessione della santa, la cappellina viene ingrandita. I lavori furono guidati dai Gesuiti che chiamarono anche il pittore D’Apuzzo per affrescare il presbiterio. Certamente risale a questo periodo l’erezione della cappella a santuario. Nel 1840 per volere del vescovo Cipriani si pose mano all’ampliamento del santuario, ormai meta indiscussa di pellegrini che numerosi giungevano da ogni dove, soprattutto nei mesi di maggio e giugno: il giorno del Corpus Domini, infatti, si chiudevano ufficialmente i pellegrinaggi, tradizione in parte arrivata ai nostri giorni. Fu il canonico don Vincenzo Lozza, in particolare, a portare avanti i progetti di ampliamento, che dal 1840 si protrassero per qualche decennio, fino alla ultimazione della nuova chiesa a tre navate, anche con l’erezione di un altare laterale dedicato alla Madonna del Buon Consiglio.
Oggi si celebrano due feste l’anno: quella di santa Liberata, la seconda e la terza domenica di maggio; e quella della Madonna del Buon Consiglio la seconda domenica di ottobre.

Fonte: https://www.diocesifrosinone.it/luoghi/parrocchie/il-santuario-di-santa-liberata-vergine.html

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    VIA S. LIBERATA 4, 03022 BOVILLE ERNICA
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    Lazio
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